immagine del caricatore

Solco

Rompere gli schemi

Rompere gli schemi – Breaking the frame

Il mondo del vino è pieno di preconcetti: piccolo è buono, grande è industriale, il vino naturale non è buono, il vino è sempre naturale, il vino convenzionale è il demonio.
Negli ultimi 20 anni ho visto molti operatori del settore e dei media chiudersi negli schemi di pensieri precostituiti. Un appiglio sicuro presso il pubblico, un terreno spesso lontano dalla verità. In un momento storico nel quale è sempre più difficile e rivoluzionario avere un’opinione indipendente sulle cose, come possiamo districarci tra le trame dei preconcetti, sempre così complesse? Un mio caro amico docente di una scuola di business internazionale diceva “Breaking the frame”. Rompi gli schemi, supera le limitazioni imposte da regole, consuetudini o aspettative predefinite. Adotta un approccio creativo, osa, esplora nuove idee, insegna in modo non convenzionale. Incoraggia il pensiero creativo, sii curioso, adotta comportamenti e abitudini nuove, cambia prospettiva, affronta le tue sfide. Esplora il mondo interno ed esterno con coraggio e, appunto, senza preconcetti.

Un modo di pensare che ho ritrovato in contesti stimolanti come i festival Arlberg Weinberg, a Lech, in Austria, Montréal en Lumière, in Québec, e al Mad Symposium a Copenaghen. Qui, a confronto con persone provenienti da diverse parti del mondo e con un atteggiamento aperto, ci siamo chiesti cosa faremo, dove andremo e cosa sta succedendo nel mondo del vino. Non abbiamo elaborato risposte definitive, ma abbiamo posto meravigliosi interrogativi, nella convinzione che le crisi sono necessarie per poter disegnare un futuro diverso, nuovo. Inedito. E che solo le persone, unendosi, hanno il potere di cambiare le cose.

Luoghi fisici e mentali, persone, relazioni: Solco racconta di come il vino possa unirci e trasformarci profondamente. Oggi più che mai sentiamo la necessità di stare insieme, toccarci, sentirci, ascoltarci. Vivere la bellezza delle esperienze fisiche, le emozioni vere, seguire un’etica, affidarsi alla comprensione e all’altruismo verso il prossimo. Il vino mi ha forgiato, e voglio trasmettere a tutti la potenza che il suo potere ha avuto su di me. Ha avuto la capacità di trasformare un blocco in qualcosa di nuovo e rigenerativo. Prima per me sola, e poi per tutte le persone che mi stanno accanto. Siamo in un momento di cambiamento potente. Nel vino, nella politica, nella società, nelle persone. In questo stato di cose, quale può essere il nostro contributo come agricoltori e, prima ancora, come esseri umani? Come possiamo incidere davvero sul presente? Agendo sulle persone, attraverso il vino che è contemporaneamente un mezzo e un fine. È il mezzo per trasformare le nostre aziende in centri propulsivi di cultura e identità, con il fine di fare il vino più buono possibile, vendemmia dopo vendemmia, territorio per territorio.

L’agricoltura è motore di sviluppo dei territori: come agricoltori, siamo custodi dei luoghi. Scegliamo una porzione di suolo e di cielo da custodire e, insieme ad altri contadini, insieme al mare, alle nostre foreste, questi appezzamenti custoditi disegnano i nostri paesaggi. L’agricoltura è biodiversità: diversità di forme, colori, identità, persone, professionalità. Rappresenta la pluralità del mondo, e noi agricoltori lo sappiamo più di chiunque altro. E allora teniamo a mente tutto ciò, e creiamo un ponte verso il futuro che abbracci la biodiversità.

Creiamo connessioni con il nostro territorio attraverso gli artigiani, i fotografi, gli architetti, gli agronomi, gli storici, i colleghi produttori. Tutti coloro che custodiscono un pezzo di sapienza e di conoscenza dei luoghi che noi agricoltori custodiamo con tanto amore. Scambiamoci idee, partecipiamo alle attività delle associazioni territoriali per creare una comunità forte e resistente nel tempo. Raccontiamo tutto questo a chi viene dopo di noi. Le persone sono la nostra grande sfida. Lavoriamo ogni giorno per forgiare persone sensibili, con una cultura del lavoro e del rispetto della Natura. Quella cultura bella che genera passioni e che viene dalle passioni. Investiamo in formazione, workshop, incontri, cercando di sviluppare un gruppo coeso nel quale le idee nuove e senza preconcetti possano attecchire. E nelle nostre aziende nasceranno nuovi amori, nuovi prodotti e nuovi progetti che sapranno durare nel tempo.

Solco rappresenta un viaggio che parte dal vino per poi tornare al vino. Spero che, leggendolo, tutti possano sviluppare pensieri fuori dagli schemi e una sensibilità nuova, ispirata a chi, come me, ha seguito il meraviglioso percorso di agricoltore, custode dei territori.

Non è un percorso semplice, ma chi ha mai detto che sarebbe stato semplice?

Arianna Occhipinti

Ps. La sezione che segue vuole lasciare spazio a un artista, a un fotografo, a chi che con le sue lenti e il suo sguardo interpreti i temi che Solco percorre. In questo numero, lo sguardo al territorio è di Melissa Carnemolla.

LA STRUTTURA DI SOLCO

è un magazine indipendente, che nasce dal vino con la volontà di fare cultura ed esplorare il mondo.

Da un’idea di
ARIANNA
OCCHIPINTI

Coordinamento
editoriale
GIANLUCA
BISCALCHIN

Fotografie
MELISSA
CARNEMOLLA
@assile_m

Progetto
grafico
STUDIO FORWARD

Progetto di
comunicazione
INEDITA